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	<title>Stefania D&#039;Ammicco</title>
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		<title>Delle donne e della scrittura</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jul 2010 17:02:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Leggere &#8220;Una stanza tutta per sé&#8221; di Virginia Woolf è stato, per me, illuminante. Mi ha fatta riflettere su una serie di questioni che tenevo in sospeso nella testa da un po&#8217;. La Woolf, in questo libro, dà dei consigli, a volte scherzosi, alle donne del suo tempo e, nello stesso momento, analizza il rapporto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Leggere <strong>&#8220;Una stanza tutta per sé&#8221; di Virginia Woolf </strong>è stato, per me, illuminante.<br />
Mi ha fatta riflettere su una serie di questioni che tenevo in sospeso nella testa da un po&#8217;.</p>
<p>La Woolf, in questo libro, dà dei consigli, a volte scherzosi, alle donne del suo tempo e, nello stesso momento, analizza il rapporto tra uomini e donne, soprattutto a livello economico.</p>
<p>In primo luogo parla del ruolo delle madri e delle antenate. Infatti, dice, che è proprio grazie a ciò che le nostre madri hanno (o non hanno) fatto che si decidono le opportunità per le donne del futuro. E su questo concordo. E&#8217; grazie a coloro che hanno lottato prima di noi che oggi le donne possono godere di un minimo di diritti. Divorzio, aborto, maternità, sono alcune delle conquiste che, purtroppo, vengono ora messe sempre più in pericolo.</p>
<p>Poi Virginia analizza la posizione degli uomini, così detti importanti, nei confronti delle donne. Indica come personalità quali Mussolini e Napoleone fossero misogini e convinti dell&#8217;inferiorità della donne, specificando che tale posizione veniva mantenuta per indicare una propria superiorità, altrimenti assente.</p>
<p>Anche su questo concordo. L&#8217;inferiorità femminile è sempre stata sostenuta da coloro che non hanno avuto il coraggio di ammettere che anche le donne possono eccellere in moltissimi campi. Io, femmina, sono stata la prima del mio corso all&#8217;università. La mia tesi ha ottenuto la lode e la dignità di stampa, in luogo di molti colleghi che arrancavano sui libri.</p>
<p>E poi si parla dell&#8217;indipendenza economica. Solo raggiungendo una certa autonomia finanziaria, secondo Virginia, le donne potranno dirsi libere e, allo stesso tempo, in grado di amare in modo sincero un uomo.</p>
<p>Anche su questo concordo. Molte donne sottovalutano l&#8217;importanza di avere uno stipendio. Si relegano al ruolo della casalinga mantenuta trovandosi, poi, in casi di bisogno senza nulla tra le mani. Le donne, invece, dovrebbero lavorare e lottare per un lavoro, qualunque esso sia e con qualunque tipo di corrispettivo. Perché solo il fatto di avere un proprio campo, esclusivo, diviso dalla famiglia, darà loro la forza anche per non lasciarsi sottomettere.</p>
<p><img class="alignleft" title="scrittura" src="http://i14.photobucket.com/albums/a347/sweetymoon/gi.jpg" alt="" width="200" height="117" />Infine, l&#8217;opera della Woolf si conclude con un&#8217;esortazione: scrivete, donne! Io voglio cogliere quell&#8217;esortazione e farla mia. La scrittura è il mio motore, il mio mezzo, il mio elemento. Non saprei cos&#8217;altro fare se non scrivessi.</p>
<p>Sentirei una parte di me morire e avvizzire per sempre.</p>
<p>E voglio consigliare a tutte le donne di cimentarsi nella scrittura, senza giudizio e senza censura. Perché si scrive prima di tutto per se stessi e solo dopo, se si è veramente convinti e appassionati, per qualcuno che ci possa leggere.</p>
<p>Un brindisi, alla scrittura e alle donne, sempre.</p>
<p><strong>Stefania</strong></p>
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		<title>Cara Anna</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Jun 2010 21:49:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Anna Frank]]></category>
		<category><![CDATA[Articoli]]></category>
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		<category><![CDATA[personalità storiche]]></category>
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		<description><![CDATA[Cara Anna, avresti mai immaginato di diventare così famosa? Di restare nel cuore di così tante, tante persone? Avresti mai pensato di poter ispirare grandi e piccini con la tua forza e la tua risolutezza? Forse no, e forse è proprio per questo che tanti ti ricordano e ti ammirano. Hai scritto della tua prigionia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Anna,</p>
<p>avresti mai immaginato di diventare così famosa? Di restare nel cuore di così tante, tante persone?</p>
<p>Avresti mai pensato di poter ispirare grandi e piccini con la tua forza e la tua risolutezza?</p>
<p>Forse no, e forse è proprio per questo che tanti ti ricordano e ti ammirano.</p>
<p>Hai scritto della tua prigionia in un diario, che è rimasto nella storia, che ha fatto la storia. Alcuni hanno cercato di rinnegarlo, altri ne hanno apprezzato la genuinità, tipica di una ragazzina di tredici anni.</p>
<p>Molti si sono commossi leggendo le tue memorie, altri si sono identificati con te, altri ancora sono rimasti, non si sa come, indifferenti.</p>
<p>Forse hai sperato fino all&#8217;ultimo di poter vivere quella vita da scrittrice e giornalista che tanto avresti voluto realizzare. Un sogno che ti sembrava lontano ma che con coraggio cercavi di non tralasciare e di non far impolverare. Hai vissuto i tuoi anni più belli in una casa chiusa come una prigione, ha cercato di pensare come un&#8217;adolescente normale e spero che, almeno per qualche attimo, tu sia stata in grado di toccare un po&#8217; di spensieratezza.</p>
<p>Cara Anna, nonostante decenni ci separino io ti scrivo perché quando avevo circa 11 anni lessi il tuo diario. Rimasi impressionata, confusa, spaventata. &#8220;Com&#8217;è potuto accadere?&#8221; mi chiedevo &#8220;persone innocenti sono morte per una causa inesistente. Bimbi, ragazzi, adulti ed anziani sono stati uccisi senza rimorso&#8221;. Pensavo che, magari, quella della tua morte potesse essere una falsità, tuttavia scoprii che non era così.</p>
<p>Da quel momento compresi che nel passato erano successe cose terribili a ragazzine come me, a bambini e a milioni di altre persone. Ma capii anche che probabilmente nessuno poteva dirsi salvo per sempre, perché quegli episodi si sarebbero potuti ripetere.</p>
<p>Così, cara Anna, compresi che avrei dovuto fare sempre del mio meglio per diffondere intorno a me la tolleranza, la pazienza, le idee di uguaglianza che i miei genitori mi hanno passato e che hanno spiegato a me e a mio fratello.</p>
<p>Ed oggi, Anna, io scrivo. Lo faccio per lavoro e per piacere allo stesso tempo. Questo era il tuo sogno e spero di  rendere onore alla tua memoria anche solo un pochino con queste mie parole.</p>
<p>Avrei tanto voluto conoscerti, ma forse tutti noi, lettori del tuo diario, possiamo superbamente affermare di conoscerti almeno un po&#8217;.</p>
<p><strong>Stefania</strong></p>
<p>Per sapere qualcosa di più su Anna Frank, oltre a leggere il suo diario, potete visitare i seguenti siti e canali.</p>
<p>E, soprattutto, far sì che tutta quella brava gente non sia morta invano, lottando sempre contro le dittature, di qualsivoglia tipo.</p>
<p>Il canale youtube di una ragazza dei Paesi Bassi http://www.youtube.com/user/DiANAFRANK12</p>
<p>Il canale per ricordare Anna http://www.youtube.com/group/annefrankfansite</p>
<p>Il sito ufficiale relativo alla casa di Anna, l&#8217;alloggio segreto http://www.annefrank.org/</p>
<p><img class="alignleft" title="anna frank" src="http://dbnu.donbosco.nl/images/Anne%20Frank.jpg" alt="" width="304" height="523" /></p>
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		<title>Delle donne e la vanità</title>
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		<pubDate>Fri, 28 May 2010 13:45:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[donne]]></category>

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		<description><![CDATA[Le donne e la vanità. Essere vanitosi è normale e a volte è anche sano. Ci evita di uscire di casa combinati come dei pazzi, con un vestito di carta stagnola e i capelli con i pidocchi danzanti. La vanità, in generale, viene attribuita più alle donne che agli uomini, ma non credo che questa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--[if gte mso 9]><xml> <w:WordDocument> <w:View>Normal</w:View> <w:Zoom>0</w:Zoom> <w:HyphenationZone>14</w:HyphenationZone> <w:PunctuationKerning /> <w:ValidateAgainstSchemas /> <w:SaveIfXMLInvalid>false</w:SaveIfXMLInvalid> <w:IgnoreMixedContent>false</w:IgnoreMixedContent> <w:AlwaysShowPlaceholderText>false</w:AlwaysShowPlaceholderText> <w:Compatibility> <w:BreakWrappedTables /> <w:SnapToGridInCell /> <w:WrapTextWithPunct /> <w:UseAsianBreakRules /> <w:DontGrowAutofit /> </w:Compatibility> <w:BrowserLevel>MicrosoftInternetExplorer4</w:BrowserLevel> </w:WordDocument> </xml><![endif]--><!--[if gte mso 9]><xml> <w:LatentStyles DefLockedState="false" LatentStyleCount="156"> </w:LatentStyles> </xml><![endif]--> <!--[if gte mso 10]><br />
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<p><!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal">Le donne e la vanità.</p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">Essere vanitosi è normale e a volte è anche sano. Ci evita di uscire di casa combinati come dei pazzi, con un vestito di carta stagnola e i capelli con i pidocchi danzanti.</p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">La vanità, in generale, viene attribuita più alle donne che agli uomini, ma non credo che questa equazione abbia ancora un valore assoluto. Sono molti gli uomini che passano più tempo di quanto ne passi la sottoscritta davanti allo specchio.</p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">In alcuni casi la vanità assume il veicolo della tinta per capelli. Quasi tutte le donne italiane hanno provato almeno una volta a tingersi i capelli. Molte iniziano proprio quando spuntano i primi capelli bianchi o grigi.</p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">Tuttavia, leggendo il libro <strong>“Io non mi tingo” di Anne Kreamer</strong> ho iniziato a pensare al valore dei capelli bianchi in Italia. Nel nostro Paese è molto difficile trovare donne di mezza età con i capelli bianchi. Anche le settantenni si tingono pensando che sia naturale avere i capelli scuri oltre una certa età. Eppure nella mia città c’è una donna che ha un fantastico caschetto di capelli bianchi. È una persona raffinata, una commerciante di successo e dall’aspetto assolutamente curato e gradevole.</p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">E poi, invece, ci sono miriadi di donne che si tingono in modo improbabile arricchendo il tutto con un abbigliamento non adatto e un atteggiamento da “fatalone” che certo non si adatta alla loro età. Non sto certo prescrivendo la clausura a tutte le ultracinquantenni, ma sto invitando molte donne a ripensare alle loro scelte e, magari, a tentare la strada della non-tinta.</p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">Potrebbero davvero fare la differenza e definirsi trendy contro le migliaia di donne che si tingono.</p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">Vorrei dirvi che anche io mi tingo, quindi che parlo da persona che conosce l’insoddisfazione per il proprio colore naturale di capelli (che nel mio caso va da un castano ad un rosso e biondo indefiniti) ma se è divertente cambiare look quando si è giovani è anche molto bello mostrare la propria “saggezza capillifera” sfoggiandola con orgoglio.</p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">Stefania</p>
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		<title>Delle Veg sfide</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Apr 2010 17:41:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Vegetarianesimo]]></category>
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		<description><![CDATA[Ieri sera, colta da un impeto di insonnia, ho concluso la lettura del libro Julie and Julia di Julie Powell. Nonostante lo stile ironico e la scrittura scorrevole, tipica del blog e dei giovani scrittori, molte delle pagine del libro mi hanno atterrita. In particolare l&#8217;autrice fa riferimento ai vegetariani ed ai vegani con una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri sera, colta da un impeto di insonnia, ho concluso la lettura del libro <strong>Julie and Julia</strong> di <strong>Julie Powell</strong>.</p>
<p>Nonostante lo stile ironico e la scrittura scorrevole, tipica del blog e dei giovani scrittori, molte delle pagine del libro mi hanno atterrita. In particolare l&#8217;autrice fa riferimento ai vegetariani ed ai vegani con una continua presa in giro.</p>
<p>Non sto a citare le varie parti del libro, ma se non mangiate carne per etica e scelta a favore degli animali vi sconsiglio la lettura del suddetto testo.</p>
<p>Ad ogni modo, colta da un raptus animalista ho lanciato la sfida all&#8217;autrice, indicandole la possibilità di convertire le ricette de &#8220;L&#8217;arte della cucina francese&#8221; di <strong>Julia Child</strong> in veg ricette, senza crudeltà e superbamente ottime.</p>
<p>Ora attendo risposta ma se dovesse mai accettare la sfida mi ritengo pronta a dare prova di quanto anche i veg possano mangiare godendosi la vita. Anche di più, perché sanno, anzi sappiamo, di nutrirci senza fare del male a nessun essere senziente.</p>
<p>E questo è molto più delizioso di ogni possibile dolce alla crema.</p>
<p>Stefania</p>
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		<title>Del nuovo e vecchio razzismo</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Mar 2010 15:12:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[razzismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Aborro il razzismo, di qualsivoglia tipo. Penso che la discriminazione basata su elementi assolutamente privi di importanza, come la provenienza geografica, il colore della pelle e, perché no, il sesso di appartenenza, sia roba da assoluti ignoranti. Già, perché solo una paersona ignorante può ancora credere ai pregiudizi e basarsi su di essi per giudicare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Aborro il razzismo, di qualsivoglia tipo.</p>
<p>Penso che la discriminazione basata su elementi assolutamente privi di importanza, come la provenienza geografica, il colore della pelle e, perché no, il sesso di appartenenza, sia roba da assoluti ignoranti.</p>
<p>Già, perché solo una paersona ignorante può ancora credere ai pregiudizi e basarsi su di essi per giudicare le persone.</p>
<p>Pensavo, fino a poco tempo fa, che il razzismo si fosse spostato o, meglio, si fosse diretto verso gli stranieri. Episodi più o meno famosi fanno capire quanto la stupidità umana sia ancora insistentemente diffusa.</p>
<p>Ma, qualche giorno fa mi è stato fatto presente da un&#8217;amica un fatto che mi ha portata a riflettere. Una mia ex compagna di classe, che spero legga queste parole e si vergogni, sarebbe iscritta ad un gruppo di faccialibro che si riferirebbe alla fierezza di essere &#8220;polentoni&#8221; in luogo di &#8220;terroni&#8221;.</p>
<p>Ora, io sarei definibile, per tali standard, una terrona doc. Io e mio fratello siamo i primi componenti della famiglia nati al di sopra dei confini della Basilicata. E, che dire, del miscuglio di provenienze, tutte del sud, io vado fiera perché la mia storia familiare mi ha consentito di avere apertura mentale, tolleranza, allegria e molte altre magnifiche qualità che, a quanto mi sembra, mancano in coloro che si professano anti terroni.</p>
<p>Già, perché io non sono anti nessuno a prescindere. Tuttavia, posso, senza indugio, professarmi anti &#8220;anti terroni&#8221; perché questo modo di pensare non solo non mi piace per niente ma mi spaventa alquanto.</p>
<p>E sapere che una persona con la quale ho condiviso anni di scuola e vacanze estive ha sempre pensato a me ed alla mia famiglia come ad un gruppo di dementi sfruttatori e scansafatiche mi riempie di pura e genuina&#8230;compassione.</p>
<p>Compatisco lei e tutti coloro che la pensano così perché nel loro esclusivismo non sanno cosa si stanno perdendo.</p>
<p>Poveretti.</p>
<p>Stefania</p>
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		<title>I sogni</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 11:05:06 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[scrittura]]></category>

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		<description><![CDATA[Sin da piccola ho sempre avuto un sogno. Mi immaginavo, novella Sylvia Plath, a scrivere per vivere. Mi sono sempre impegnata per riuscire a raggiungere il mio obiettivo, che in parte ho realizzato. Infatti, per professione scrivo in un giornale, un bel giornale, fatto di storie vere, di esperienze e realizzato grazie all&#8217;impegno di tutti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sin da piccola ho sempre avuto un sogno.</p>
<p>Mi immaginavo, novella Sylvia Plath, a scrivere per vivere. Mi sono sempre impegnata per riuscire a raggiungere il mio obiettivo, che in parte ho realizzato.</p>
<p>Infatti, per professione scrivo in un giornale, un bel giornale, fatto di storie vere, di esperienze e realizzato grazie all&#8217;impegno di tutti coloro che vi operano giorno dopo giorno.</p>
<p>Ma questo non era abbastanza. Ecco perché, negli ultimi due anni mi sono impegnata ed ho scritto un libro.</p>
<p>Non sarà l&#8217;opera più importante del panorama letterario italiano, ma voglio provare a mandarlo a qualche casa editrice. Se un giorno potessi vedere le mie parole stampate tra due copertine allora sarò la persona più felice del mondo.</p>
<p><strong>Stefania</strong></p>
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		<title>Ritrovare gli animali</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 11:01:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci sono testi che fanno riflettere. Alcuni con profondità, concetti filosofici, elucubrazioni. Altri con la semplicità dei sentimenti, delle storie genuine, dell’esperienza. Questo accade leggendo “L’animale ritrovato” di Progetto Vivere Vegan. Un libro fatto di storie, di esperienze toccanti, raccontate da coloro che hanno salvato animali, che si sono messi in gioco, hanno cambiato la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0in 0in 10pt;"><span style="font-family: Calibri; font-size: small;">Ci sono testi che fanno riflettere. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0in 0in 10pt;"><span style="font-family: Calibri; font-size: small;">Alcuni con profondità, concetti filosofici, elucubrazioni.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0in 0in 10pt;"><span style="font-family: Calibri; font-size: small;">Altri con la semplicità dei sentimenti, delle storie genuine, dell’esperienza.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0in 0in 10pt;"><span style="font-family: Calibri; font-size: small;"><img class="alignleft" title="animale ritrovato" src="http://www.viverevegan.org/img/libri/l%27animale_ritrovato_mini.gif" alt="" width="152" height="198" />Questo accade leggendo <strong>“L’animale ritrovato”</strong> di Progetto Vivere Vegan. Un libro fatto di storie, di esperienze toccanti, raccontate da coloro che hanno salvato animali, che si sono messi in gioco, hanno cambiato la loro vita pur di ridare dignità felicità a maialini, conigli, mucche, cani, galline. Già, perché gli animali “ritrovati” sono davvero tanti, e non si parla solo dei classici animali domestici, anzi, forse loro vengono ad assumere un ruolo secondario, per una volta. Questo perché sono proprio i piccoli grandi animaletti “da cortile” ad avere, spesso, bisogno di amore e di essere salvati da un destino crudele che li vorrebbe in pentola, padella e così via.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0in 0in 10pt;"><span style="font-family: Calibri; font-size: small;">Chi abbia già scelto di non mangiare carne troverà queste pagine commuoventi, perfette, genuine e spesso arriverà alle lacrime, com’è accaduto a me. Coloro che ancora mangiano bistecche e cosce impareranno a riconoscere i quei pezzi di carne sentimenti, valori, solidarietà ed amicizia e, magari, ripenseranno, anche solo in parte, il proprio stile di vita.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0in 0in 10pt;"><span style="font-family: Calibri; font-size: small;">Questa è la mia grande speranza.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0in 0in 10pt;"><span style="font-family: Calibri; font-size: small;">Per conoscere i dettagli sul libro e sull&#8217;attività di Vivere Vegan visitate il sito: <a href="http://www.viverevegan.org">http://www.viverevegan.org</a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0in 0in 10pt;"><span style="font-family: Calibri; font-size: small;"><strong>Stefania</strong></span></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Animali e trasmissioni</title>
		<link>http://www.stefaniadammicco.it/?p=29</link>
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		<pubDate>Tue, 02 Feb 2010 11:28:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Tra le cose che mi stanno a cuore, o meglio dire, tra le cause che mi stanno a cuore figura sicuramente quella animalista. Penso che gli animali, a lungo bistrattati, sfruttati e ignorati dal genere umano meritino una “rivincita”. Se erano loro, un tempo, a prostrarsi al nostro servizio, volenti o nolenti, oggi forse sarebbe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">Tra le cose che mi stanno a cuore, o meglio dire, tra le cause che mi stanno a cuore figura sicuramente quella animalista. Penso che gli animali, a lungo bistrattati, sfruttati e ignorati dal genere umano meritino una “rivincita”. Se erano loro, un tempo, a prostrarsi al nostro servizio, volenti o nolenti, oggi forse sarebbe il caso di invertire un po’ i ruoli, ristabilendo il giusto equilibrio tra animale e uomo. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">Si sa che sono le piccole cose a fare la differenza: una bistecca in meno, un capo di seta lasciato al negozio possono smuovere, anche se pian piano, le acque. Io faccio queste scelte ogni giorno non nutrendomi di animali ormai da quasi sei anni. Tuttavia so anche che ognuno di noi deve scegliere uno o l’altro percorso con il proprio ritmo.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">Ci sono episodi, però, che meritano di essere sottolineati. Ora, c’è un programma famoso della tv nostrana, tale “Affari tuoi”, che va in onda su Rai Uno. Da un po’ di tempo a questa parte nel programma compaiono, tra i premi, ignari cuccioli di tutte le razze, dai cani ai conigli, passando attraverso maialini e pulcini. Oltre a non essere apprezzato a livello personale dalla sottoscritta, tale comportamento contravviene anche al regolamento sulla tutela degli animali del Comune di Roma che prevede:</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"><em>Titolo III &#8220;Disposizioni generali&#8221;, Art. 15 (&#8220;Divieto di offrire animali in premio, vincita, oppure omaggio&#8221;), comma 1:<br />
&#8220;E’ fatto assoluto divieto su tutto il territorio comunale di offrire direttamente o indirettamente, con qualsiasi mezzo, animali, sia cuccioli che adulti, in premio o vincita di giochi oppure in omaggio a qualsiasi titolo nelle mostre, nelle manifestazioni itineranti, nelle sagre, nei luna park, nelle lotterie, nelle fiere, nei mercati, in qualsiasi tipo di gioco o pubblico intrattenimento. E’ altresì vietata la cessione a qualsiasi titolo di animali in luoghi pubblici e cani non iscritti all’anagrafe canina.&#8221; (…)</em></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"><em> </em></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">Oltre, quindi, a voler fare presente questa violazione vorrei invitare anche tutti coloro che ritengono non corretta tale tipo di pratica a scrivere all’indirizzo </span><a href="http://www.affarituoi.rai.it/dl/RaiUno/contatti.html?refresh_ce"><span style="color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none;"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">http://www.affarituoi.rai.it/dl/RaiUno/contatti.html?refresh_ce</span></span></a></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">Una mail di protesta.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">Come ho già detto, anche i piccoli gesti possono cambiare le cose.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"><strong>Stefania</strong></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Dello stalking</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Jan 2010 22:22:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>

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		<description><![CDATA[Una mia amica è stata, ed è ancora, perseguitata da una persona. Tale personcina ha come hobby quello di tormentarla, di mandarle messaggi, di chiamarla, di lasciarle scritte sui muri e così via. Spesso una persona esterna, che non abbia mai provato che cosa sia la persecuzione, può pensare ad una imputazione per stalking come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una mia amica è stata, ed è ancora, perseguitata da una persona.</p>
<p>Tale personcina ha come hobby quello di tormentarla, di mandarle messaggi, di chiamarla, di lasciarle scritte sui muri e così via.</p>
<p>Spesso una persona esterna, che non abbia mai provato che cosa sia la persecuzione, può pensare ad una imputazione per stalking come a qualcosa di esagerato. Tuttavia, tutti coloro che non comprendono dovrebbero riflettere su un punto: diversamente da altre forme di reato lo stalking identifica comportamenti più subdoli.  Infatti, lo stalker e colui che, pian piano, si insidia nella quotidianità della vittima minandone il senso di sicurezza, le capacità sociali e, peggio di tutto, la libertà personale, diritto costituzionale assolutamente inviolabile.</p>
<p>La vittima ha paura ad uscire di casa, si sente sempre osservata, riduce i rapporti sociali (o, addirittura, li elimina) può perdere il lavoro e subire danni a livello psicologico.</p>
<p>Se è stato introdotto, all&#8217;articolo 612 bis del Codice Penale il reato di &#8220;Atti persecutori&#8221; è anche vero che un ruolo fondamentale è svolto da chi si rivolge alla giustizia. Così come accade per i reati di violenza anche in questo caso si esita molto a rivolgersi all&#8217;autorità giudiziaria per riferire del reato. Invece, le vittime, per il 75% donne, dovrebbero abbandonare la convizione per la quale essere vittime è vergognoso e umiliante.</p>
<p>Dovrebbero pensare alla possibilità di recuperare la propria vita e anche all&#8217;opportunità di evitare che le cose si mettano peggio e che lo stalker inizi un comportamento violento perdurante sino a giungere a quei tragici epiloghi che tutti conosciamo.</p>
<p>Forza donne, avete il diritto di essere libere.</p>
<p>Stefania</p>
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		<title>Scrivere è respirare</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Dec 2009 17:20:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[  Io scrivo da quando ho imparato a scrivere.   Ho sempre avuto l&#8217;impulso di mettere su carta, prima, e su pc, poi, i miei pensieri, le incertezze, le gioie e le paure.   Poesie e racconti, libri e trame hanno sempre fatto parte della mia vita e sono stati una valvola di sfogo notevole [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Io scrivo da quando ho imparato a scrivere.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Ho sempre avuto l&#8217;impulso di mettere su carta, prima, e su pc, poi, i miei pensieri, le incertezze, le gioie e le paure.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Poesie e racconti, libri e trame hanno sempre fatto parte della mia vita e sono stati una valvola di sfogo notevole alla quale fare riferimento nei momenti peggiori.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Qualcosa ho già pubblicato, altro ho ancora in cantiere, scrivo in un giornale e creo frasi con le quali vorrei poter emozionare almeno un po&#8217; coloro che si definiscono “lettori”.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Quando partecipai alla mia prima premiazione, in una libreria Mondadori di Milano, per la pubblicazione di un mio racconto in una raccolta edita da Sperling&amp;Kupfer ebbi il mio primo contatto con il mondo dell&#8217;editoria, con gli scrittori e i giornalisti. Era il 2003 ed avevo appena vent&#8217;anni.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Alla fine della presentazione mi avvicinai a Natalia Aspesi per farmi firmare una copia del libro e lei mi chiese:</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">“Tu scrivi?”</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">“Sì” le risposi</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">“E ti piace?”</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">“Certo che sì” aggiunsi</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">“E allora non mollare mai”</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Quelle parole, seppur brevi e dette magari a tutte le ragazze premiate mi rimasero impresse. Oggi, nei momenti in cui vorrei lasciare da parte il mio romanzo, darmi ad un&#8217;altra professione, ripenso al monito di Natalia Aspesi e mi dico che mai potrei vivere senza scrivere.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Magari lei non leggerà mai le mie parole ma io la voglio ringraziare da qui, per avermi infuso un po&#8217; della sicurezza che, pian piano, sto coltivando per arrivare al compimento ed alla realizzazione dei miei sogni.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Stefania</strong></p>
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