Ferisce più la lingua che la spada

Si dice che ferisce più lingua che la spada (anche se spesso si legge anche che è la penna a ferire più che la spada). Ebbene, ci sono casi nei quali ciò è vero ed è reale.

E, soprattutto, casi nei quali anche il “non detto” arriva a rendere il suo micidiale effetto sulla vittima.

Ho sempre avuto questa capacità di comprendere ciò che si trova dietro alle parole, ai gesti, agli atteggiamenti degli altri, e forse non è una bella cosa ma, anzi, un lato negativo del carattere, in quanto sono sempre troppo preparata a ciò che le persone vogliono dirmi (o non dirmi).

Questo è uno dei periodi. So che non dovrebbe importarmene, che dovrei andare avanti, godermi questo momento di transizione bello (seppure impegnativo) e guardare al futuro. Ma non ce la faccio.
Cerco l’approvazione degli altri come se avessi ancora cinque anni e come se mi mancasse sempre qualcosa. La cosa bella è che ho sempre avuto l’approvazione dei miei genitori, quindi per gli psicanalisti improvvisati questa cosa non ha molto senso. Eppure esiste.

Se potessi mostrare agli altri quanto il mio cuore sia pesto penso che cambierebbero atteggiamento e, forse, proverebbero un po’ più di empatia nei miei confronti.
Perché sono sì quella che fa sempre la “simpatica”, che ride e scherza, ma spesso non lo faccio con molta convinzione, ma solo perché non mi piace che gli altri mi compatiscano.

Mai come adesso sento di aver avuto troppo e di essere al punto in cui le cose belle mi sfuggono sempre dalle mani perché non me le merito più.

Stefania

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