Tra le pagine di Una sciamana a Londra

Ho appena terminato la lettura di un libro intenso e illuminante. Si tratta del testo “Una sciamana a Londra” di Anna Hunt.

Non definirei questo libro un romanzo ma neppure un’autobiografia: è la biografia di una rinascita e della scoperta di un potere nascosto.

Copertina di Una sciamana a LondraInfatti, al suo interno si narra la storia proprio di Anna, chiamata successivamente Anita, che si reca in Perù con uno scopo iniziale differente rispetto a quello che emergerà successivamente. Infatti, Anna vorrebbe semplicemente “staccare” dalla sua routine quotidiana, dal lavoro stressante di giornalista freelance e dalla relazione insoddisfacente con il fidanzato. Inoltre, vorrebbe capire le ragioni dei suoi continui problemi digestivi.

Arrivata in Perù con un’amica, inizialmente si appassionerà semplicemente della cultura del posto ma, poi, verrà “lambita” dal fascino dello sciamano Maximo Morales, al quale verrà affidata e dal quale imparerà l’arte sciamanica.

Sì, perché Anna capirà di avere una dote: quella di poter “vedere col cuore”, di poter contattare le energie proprie e altrui. E lo capirà sia grazie ai complessi rituali sciamanici, comprendenti anche l’assunzione dell’ayahuasca, una pianta utilizzata per entrare in connessione con il divino e per lasciare indietro ciò che la mente razionale cerca di imporre a chi si voglia avvicinare allo sciamanesimo, sia mediante una profonda ricerca interiore non scevra da dolori e delusioni.

Grazie a due importanti “apprendistati”, alla relazione speciale con il maestro Morales e alle tante esperienze mozzafiato vissute in Perù, Anita riuscirà a capire chi è e a conciliare il suo Io londinese con la sua parte più profonda e spirituale.

Il titolo originale del libro, infatti, è “The shaman in stilettos” cioè la sciamana con i tacchi a spillo, forse più corretto ed evocativo rispetto a quello italiano.

Consiglio davvero di leggere questo libro nel caso in cui siate interessati all’argomento ma anche al semplice scopo di capire qualcosa di più di affrontare le vostre paure e i vostri “demoni” e di fare anche voi un viaggio interiore.

DATI DEL LIBRO

Titolo: Una sciamana a Londra
Autore: Anna Hunt
Editore: Elliot
Numero Pagine: 381

PER SAPERNE DI PIU’ SULL’AUTRICE

Siti in inglese

The Shaman in Stilettos
Anna Hunt

Pagina relativa al libro sul sito di Elliot Edizioni

Elliot Edizioni

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3 Responses to “Tra le pagine di Una sciamana a Londra”

  1. Natasa says:

    Il binomio ayahuasca e fascino per il sciamano mi fanno venire i brividi. Anzi, anche l’elemento singolo. L’ayahuasca è un allucinogeno e io ritengo che si possano compiere benissimo viaggi sciamanici senza. Per quanto riguarda gli amoreggiamenti con gli sciamani, poi, è un cliché, non trovi?
    Adoro la casa editrice Elliot, ti prego, dimmi qualcosa che mi faccia cambiare idea su questo libro!!

  2. admin says:

    Ciao Natasa!

    Ho i tuoi stessi dubbi in merito, soprattutto perché qui in Italia, qualche anno fa, siamo stati colpiti dalla tragedia relativa alla morte di due giovani a causa di un viaggio sciamanico in Perù con l’ayahuasca. Sono convinta anche io che la mente possa fare “viaggi” altrettanto profondi senza le droghe, avendo sperimentato cose incredibili anche solo nello stato meditativo.
    Per quanto riguarda il “romanticismo” credo che facesse un po’ parte dell’antitesi relativa alla vita precedente dell’autrice, un po’ arida dal punto di vista emozionale anche nei rapporti con il suo partner, rispetto alla crescita come sciamana.
    Ho avuto, ripeto, le tue stesse rimostranze a riguardo ma ho apprezzato il voler sottolineare gli aspetti tradizionali di una cultura, come quella peruviana, che si sta perdendo sempre di più e che tanti ignorano.

  3. Natasa says:

    Ho capito e ti ringrazio per la spiegazione: sei riuscita a farmi cambiare idea su questo romanzo. Quando si parla di culture diverse e della possibilità di conoscerle attraverso la narrativa: eccomi! Recentemente anche Umberto Eco ha spiegato il potere della narrativa per spiegare storia e avvenimenti, rispetto al ‘sterile’ saggio 😀
    Invece non sapevo niente dei ragazzi morti in Perù. Quando vuoi mi dai delucidazioni? Anche via Fb.
    Grazie e un abbraccio!

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