Il buono dello stare male

Questa settimana, dopo due anni di assoluto benessere fisico (tolto qualche trascurabile mal di gola e la solita allergia) ho avuto la febbre. Una febbre improvvisa, che è salita in neppure un’ora e che mi ha lasciata con una spossatezza indicibile.

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Non è collegata ad alcun virus, o a particolari infezioni batteriche. Semplicemente è stato il mio corpo a voler smettere di “fare” per qualche giorno.

Sì, perché nell’ultimo periodo le pause sono state poche. Ferie risicate, saltate negli ultimi anni e fatte per una settimana scarsa quest’anno, per risparmiare. Impegni ai quattro angoli della città. Preoccupazioni per il futuro, per la mia “impresa” e per quello che ne potrà essere nei prossimi mesi.

Notti insonni, o passati con le extrasistole che hanno fatto ballare la samba alla mia cassa toracica.

E così, alla fine, mi sono esaurita, completamente. Il mio caro organismo ha detto: “Bene, sai che c’è, io non voglio proseguire così”.

Sono stati scritti libri su libri in merito al potere della mente di influenzare il nostro corpo, ed io ne sono stata più volte la prova vivente. Ecco perché, questa volta, ho deciso di seguire le sue indicazioni e prendermi qualche giorno di stop. Anche perché, in ogni caso, non riuscirei a fare molto, nonostante abbia lavorato comunque e abbia cercato di mantenere tutto ad un livello accettabile.

Oggi sono uscita la prima volta di casa ed ho notato come mi sembrasse di camminare sulle nuvole. E se chi mi conosce vuole additare, quale colpevole, il mio peso (che è sempre lo stesso da circa 15 anni), rispondo che non solo sono sempre stata così, ma fino a prima di avere la febbre ho corso 30 km alla settimana senza problemi.

Ci si potrebbe chiedere il motivo di questo post. Ebbene, i motivi sono due.

Il primo: ricordare a me stessa che le cose possono andare bene o male, ma che io non posso avere due o tre corpi, intercambiabili, per affrontare ciò che mi accade. Soprattutto quando il mio corpo è anche strumento per mantenermi economicamente.

Il secondo: ricordare anche agli altri come sia necessario ascoltare i segnali del corpo, ricercare un modo per “scaricarsi” e per evitare di accumulare mesi di “pesantezza” per poi esplodere all’improvviso.

Ho rimandato la mia corsa alla settimana prossima. Mi godo il mio yoga, la pace e un po’ di riposo, pronta ad affrontare tutto quello che verrà con un cuore meno ballerino e una mente più chiara.

Stefania

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